Covid-19: strade perdute.

In Italia ad oggi ci sono stati 3,68 milioni di casi positivi.
3milioni sono i guariti.
Quindi attualmente abbiamo 680mila positivi.
Purtroppo 111000 morti in un anno anche se, purtroppo, si sta verificando che i numeri non tornano.
Quasi 1000 morti al mese.
Su 60milioni di abitanti il coronavirus ha colpito il 6/7 % della popolazione nazionale, ovviamente non equamente distribuita.

Ad esempio in Lombardia ha colpito, su 10milioni di abitanti, 752mila persone, praticamente, il 7,5% della popolazione lombarda. Attualmente ci sono circa 125mila positivi.
Nel Lazio, circa 6milioni di abitanti, il virus ha colpito 294mila persone quindi siamo intorno al 5%. Attualmente ci sono 60mila positivi.
Non voglio trarre alcuna conclusione, ma una domanda mi sarà pur lecita:
se un virus che ha colpito il 6/7% della popolazione nazionale, riesce a mettere in ginocchio una nazione, per un anno, economicamente, politicamente, socialmente e ci ha tolto la libertà, come si prospetta il nostro futuro?
È brutto parlare di numeri quando si parla di morti ma, su 60milioni 111mila morti in un anno è circa lo 0,2% che, purtroppo declamati ogni giorno, fanno tanta paura.
Se i dati fossero comunicati in percentuale quale sarebbe la lettura che ne trarrebbero i cittadini?
Non voglio certo negare l’evidenza di un grande problema che fa paura ma l’incapacità di lettura che questo problema ha avuto sino ad oggi, è ancora più inquietante, e rischiamo di portarcela appresso sempre di più negli anni a venire.
Quando leggi che dopo un anno i NAS scoprono tracce di coronavirus sui mezzi pubblici vengono i brividi, non per il risultato, piuttosto, perché hai impiegato un anno per ottenere questo risultato.
Anche se non ho ben capito questa cosa che su maniglie sedili, etc. si siano trovate tracce del virus, quindi questo si sarebbe potuto cercare anche negli ospedali, nelle RSA, nelle scuole, e quant’altro?
Siamo al settimo mese di coprifuoco, dentro un’Italia spaccata, senza la visione chiara per una ripartenza, con continue falle che iniziano a venire a galla, dalle regioni, dalle classificazioni dei dati, dalle truffe, dagli abusi i potere, d’ufficio. Un’Italia corrotta e sconfitta che ci fa guardare con tristezza gli occhi dei nostri figli, perché questo danno immenso sarà tutto sulle loro spalle, e non lo meritavano davvero.
Ma abbiamo ancora la possibilità di alzare la testa, purtroppo non tutti insieme, sarebbe bello, ma ognuno salvando il proprio salvabile per poi ripartire con una prospettiva di sostegno del futuro.
Forse la nostra generazione avrà il compito di produrre per ricostruire, di generare “ricchezza” che possa essere ricchezza anche di una comunità.
Mi viene un pensiero, porto l’esempio di un luogo come quello dove abito io, una comunità di circa 9000 abitanti, pensate se, quando potremo ripartire, le attività contribuissero ad apportare migliorie investendo sul paese, unirsi e creare un progetto che possa contribuire concretamente all’occupazione, alla crescita turistica, all’arredo urbano
Sono un sognatore convinto che crescere in un’attività non possa prescindere dal restituire, almeno in parte, a chi ha contribuito alla tua crescita.
#CrescereFacendoCrescere. Le utopie sono rimaste gratuite, magari non si avverano ma aiutano a sperare in un mondo migliore.
Sperando in un mondo migliore non si può pensare di non dare il benché minimo contributo al cambiamento. Possiamo pure continuare a vivere come abbiamo sempre fatto, ma sarà questo a ridarci la serenità?

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