Il Coraggio di essere Icaro


Cosa c’è di strano nella libertà, in quel desiderio che ti fa sentire leggero e in stretto contatto con il mondo, che ti fa guardare chi ti cammina accanto con curiosità, perché senti che comunque, c’è sempre qualcosa da imparare?
La libertà di essere, di potersi contraddire, la libertà di dire. Continua a leggere “Il Coraggio di essere Icaro”

La cultura di essere liberi.


Se il tuo pensiero politico non riesci a metterlo in discussione, ogni tua teoria ha meno valore di nulla. I preconcetti, sono un limite, la non capacità di pensare che il tuo rappresentante politico possa sbagliare è un limite, argomentare dando dell’imbecille a qualcuno per sminuire un concetto, è un limite.
Con questi limiti non mi voglio più confrontare.

Sono una persona di sinistra, che non vota da almeno tre anni, se non alle comunali, perché la mia idea di sinistra non è rappresentata in questo momento e non amo scegliere il meno peggio.
Questo, non comporta che non possa apprezzare delle scelte, delle persone, o tratti di corrente di pensiero diversi dai miei.
Credo fortemente nella cultura come possibilità, come elemento fondamentale che ci permette di scegliere con più lucidità.
Do estrema attenzione alla difesa dei mie diritti costituzionali, credo fortemente nella libertà d’opinione, di movimento, e ancor di più nel diritto di privacy.
In questo particolare e drammatico momento storico ho accettato di mettere a disposizione la mia libertà per il bene degli altri, come moltissimi di noi hanno fatto, ma ogni giorno che passa sono sempre più convinto che questa libertà non ha prezzo alcuno per la quale rinunciarvi.
Chi in un discorso offende, mente, denigra il suo interlocutore, mi da disgusto, e torno fortemente a pensare che la cultura sia la base di tutto.
Prima del lavoro, prima dei soldi, prima, della scienza, prima di ogni cosa, accrescere la propria cultura è l’arma più potente che abbiamo.
La cultura porta idee, soluzioni, capacità di analisi, cambi di rotta, e porta a comprendere che ognuno ha una sua battaglia personale che va rispettata.
Di cultura non si mangia è una frase che mi da il voltastomaco, è una frase piena di presunzione e di mancanza di cultura.
È proprio di cultura che si mangia, cultura non è soltanto i libri che hai letto, i manuali che hai studiato, la musica che hai ascoltato o i film che hai visto, è un atteggiamento nei confronti della vita, quello che ti porta a desiderare, a conoscere in ogni campo, è l’azione dei curiosi, dei sognatori. Se sono un meccanico la cultura mi aiuta, essere informato mi aiuta, conoscere le nuove tecnologie, aggiornarmi, è necessaria al pari di come è necessaria per un medico, o un filosofo.
La cultura è ricerca, è il canale più diretto per la libertà.
In questo mi sento un uomo libero, ho una vita qualunque, un lavoro qualunque, delle passioni qualunque, ma ho voglia sempre di qualcosa che mi faccia confrontare. Che sia la strada, che sia una biblioteca, che sia un cazzo di bar pieno di derelitti.
Quando vivo qualcosa non sono migliore di nessuno, anzi, ma so fermarmi e valutare senza pensare di essere migliore, magari, pensando solo di voler essere diverso.
La cultura è la porta per uscire di casa e vivere il mondo al meglio che puoi, senza bisogno di alcun successo particolare, solo bisogni da soddisfare, i tuoi.
L’ignoranza crea sottomissione, crea quella scusa, quel effetto placebo di subire sentendosi sfortunati, e guardare chi ha più successo di voi sempre con invidia e rabbia.
Personalmente non ho mai invidiato nessuno, non perché mi senta migliore di qualcuno, per il semplice fatto che vivo per quello che comunque mi piace cercando di viverlo al meglio, con i miei infiniti difetti, con le mie infinite contraddizioni, ma mi sento infinitamente vivo e libero.
Meno che ora, dove non mi è data la possibilità di scegliere, di poter magari riaprire la mia attività e cercare di farla crescere, economicamente e qualitativamente, ma penso anche che siamo tutti sulla stessa barca, che la mia libertà intaccherebbe la libertà altrui e siccome, credo fortemente che la libertà e la mia voglia d’anarchia debba rallentare quando invade la libertà altrui, accetto ancora per un po’.
Posso sembrare presuntuoso molte volte, magari personalmente, ma state sicuri che quando poi sono da solo, e mi analizzo molte volte vi do anche ragione.
La poesia resta sempre il mio angolo di libertà, lo straccio che pulisce dai dolori, l’olio che mi migliora la pelle, il piacere delle stelle.
Perché tutte queste righe?
Non lo so, oggi mi sento così, se siete arrivati fino in fondo forse un po’ vi ci sentite anche voi. Buona giornata.
#alexvettori

Su questa terra.

Che distanza c’è tra me
e l’attenzione dei domani
tra questo cielo impazzito
tra questi alberi spenti?

E al mia barca viaggia
in un mare in secca
quasi impossibile da dire
eppure lo descrivo
quasi a discolparmi dagli errori
per ritrovarmi folle
se non pensassi
che pure mia è la colpa
di questo fiore
che appare nato capovolto.

Se fossi acqua
e volessi
propormi al nutrimento
dovrei curare il mio candore.

Siamo inquinati
dal tempo che non basta
da quello che non serve
riempiamo fosse di rifiuti
eppure
c’è chi nutrirebbe la speranza
dentro i nostri assurdi disavanzi
gonfi di tutto
 zavorre che ostruiscono il volo
come piccioni obesi.

Eppure siamo uomini
perfetti imperfetti
gonfi d’amore
predisposti alle speranze
sottomessi alle paure
ma chi di noi
non vorrebbe un mondo migliore?

Comincia da te
da me che ti sto accanto
da me che non credi sia importante
da me che
forse
domani
mi ricorderò di te.

Siamo l’uno la salvezza dell’altro
se
c’accorgiamo dell’altro.

#AlessandroVettori
immagine: Un uomo aggrappato a un albero per resistere al vento di un uragano sul lungomare a Brooklyn, New York, 31 agosto 1954 (Hulton Archive/Getty Images)