Il caos dell’incertezza

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Nasciamo, desideriamo, viviamo per soddisfare quel desiderio.

La soddisfazione di un desiderio, non è sempre cosa facile, a volte il desiderio è fuori dalle nostre attuali possibilità, e allora, saremo costretti ad un atto di sacrificio, sceglieremo la via che ci permetterà di ritenerci soddisfatti. Nietzsche in un suo saggio “Volontà di potenza” descrive questo sacrificio come vero e unico senso della vita, proiettarsi verso un orizzonte nel quale trovare e ottenere ciò che vogliamo. In un certo senso Nietzsche ci dice che se la vita è priva di questo slancio vivremo un’esistenza vuota, nichilista.
Sempre Nietzsche è convinto che l’uomo è portato all’espansione, e che se quest’espansione non viene messa in atto, l’uomo, metaforicamente muore.
Basti pensare al senso della guerra, delle prime lotte tra gli uomini, il desiderio di conquista, di espandersi per sentirsi vivi. Una storia che si ripete, si è ripetuta e si ripeterà sempre.
In questo ambito proviamo ad analizzare il concetto di verità.
In una società come quella contemporanea, dove queste teorie Nietzschiane sembrerebbero calzare a pennello, potremmo di certo affermare che quest’atto d’espansione, di raggiungimento di un desiderio necessita di essere sostenuto da qualcuno che possa avvalorare, o per lo meno, giustificare il sacrificio.
In questo ambito potremmo affermare che per espandere la propria esistenza è necessario avvalorarsi del concetto di verità.
Ma la veridicità di qualcosa chi potrebbe confermarla?
Proviamo ad analizzare la verità, contestualizzandola all’ambito di una notizia, come possiamo avere conferma se questa è vera o è l’ennesimo fake?
Per avere conferma di un dato, è ovvio che devo fare una ricerca basata sull’interrogazione di esperti della materia, e se sono in grado compensarla con una ricerca personale sul percorso di quel dato.
Stringiamo ancora di più il campo, poniamo che la nostra notizia, riguardi la scoperta del vaccino contro l’attuale Corona Virus.

Un ricercatore, divulga la notizia: trovato il vaccino del Coronavirus 2019.
Questa notizia sarebbe un vero successo per il ricercatore, per dirla alla Nice, il lavoro svolto sarebbe il suo sacrificio, la notizia la sua possibilità di espansione.
Per far si che la notizia sia vera, si dovrebbero fare ovviamente delle verifiche.
Un altro ricercatore, inizia a confermare la notizia del vaccino, poi un altro, e un’altro ancora.
I giornali iniziano a divulgare la notizia, noi lettori potremmo solo pensare che questa notizia sia vera, e ne saremmo molto felici.
Può accadere invece che un altro ricercatore dica che quel vaccino non è affatto efficace.
Qui saremmo di fronte ad un dubbio bello e buono.
Facciamo l’ipotesi che in Italia esistessero soltanto dieci organi di informazione.
Questi organi d’informazione aprirebbero un’inchiesta, se tutti confermassero la veridicità del vaccino, i lettori prenderebbero per buono che il Vaccino è stato trovato.
Se invece quattro di questi giornali tramite la loro inchiesta arrivassero alla conclusione che il vaccino non è efficace, cosa succederebbe al lettore?
La risposta è molto facile, si genererebbe un grandissimo dubbio e il lettore si sentirebbe oltretutto spaesato, perché anche se apparentemente informato, non ha una reale possibilità di confermare o meno la notizia.
Intanto il primo ricercatore vuole raggiungere la sua espansione, l’ha verificata, la sua notizia è vera ma il pubblico la mette in discussione perché altri ricercatori ne mettono in dubbio la veridicità.
C’è un solo modo per far si che questa notizia possa essere accettata da tutti, convincere almeno otto giornali su dieci a diffondere il dato che il vaccino funziona davvero.
Qui entra in campo, la potenza.

Quanto è potente il nostro ricercatore, quanto è potente la sua ricerca?
E se ad essere potente fosse invece il ricercatore che afferma che il vaccino non funziona affatto?
E noi, i lettori, cosa stiamo facendo nel frattempo?
È chiaro che per Nietzsche esiste un profonda relazione tra verità e potere, e che una verità dominante, egemonica, sarà sempre sostenuta dal potere.
Noi lettori, potremo affrontare questa questione in base alla nostra capacità culturale, più questa è sviluppata più potremmo avere una visione personale e valida per la nostra scelta.
È ovvio che più sarà basso il nostro livello culturale più saremo soggetti ad accettare la verità sostenuta da chi ha più potere.
Moltiplicate tutto questo per l’infinità di notizie che riceviamo in questo particolare periodo, specialmente dai mezzi di comunicazione con i quali ci troviamo ad interagire, con gli infiniti ricercatori, scienziati, medici giornalisti, economisti, e quant’altro che oggi esprimono la loro naturale “Volontà di potenza”.
Siamo catapultati, in una serie di domande, di dubbi, speranze, delusioni, che è infinite volte più complesso di ciò che vivevamo fino a febbraio.
Non siamo abituati, non siamo preparati, cerchiamo di capire ma questo richiede uno sforzo che non fa parte della nostra normale vita.
Paura, incertezze, stanno generando in noi un grande caos e nel Caos totale c’è solo una via d’uscita: la lentezza.
Noi dobbiamo cercare di essere quello che viene definito “occhio del ciclone”.
Un uragano, è in grado di scatenare un’energia pari a quella di una bomba atomica che si forma ogni 20 minuti, eppure al suo interno c’è una calma totale, una zona di quiete non interessata dai venti.
Provare a fermare l’uragano, affrontarlo, ci porterebbe alla distruzione. Farne parte e vivere nella sua zona di calma, non lo fermerebbe ma impedirebbe di distruggere noi.
La lentezza è la miglior arma che abbiamo per alimentare il pensiero, per ragionare con lucidità, per non essere vittime del bisogno di “Volontà di potenza” di qualcuno.

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