I momenti che restano.

Una frase semplice, diretta comprensibile a tutti, ma se a dirla è il Papà in una piazza San Pietro deserta, sotto la pioggia, in un’immagine destinata a restare nella storia, ha un valore epocale.


Quando l’ho sentita pronunciare, subito mi è venuto in mente un romanzo di Margaret Mazzantini, che saprete tutti essere la moglie di Sergio Castellitto e anzitutto una scrittrice molto prolifica. Uno dei suoi romanzi infatti si intitola proprio così “ Nessuno si Salva da solo”. La tematica che affronta la Mazzantini, è più intima, si riferisce alla coppia, a quella fase che ci troviamo a vivere dopo l’inizio di una storia, quando consumata la passione, le novità, si decide di costruire un percorso più concreto nel quale questo concetto prende fortemente valore, nessuno si salva da solo.
Ovviamente il tutto è discutibile, c’è chi la solitudine la sceglie come stile di vita essenziale, ma arriverà un momento in cui avremo bisogno di qualcuno, di un qualsiasi qualcuno per sentirci quel tanto più forti da non cadere. Papa Francesco rende questo concetto semplice universale e ottimo per promuovere uno dei valori fondamentali della chiesa e lo fa da solo, in un luogo che in quel momento appare il luogo più sconsolato del mondo. È come se in quel momento lui, parola unica di Dio, (per chi è fedele ovviamente) avesse chiesto aiuto, in quella sua solitudine indiscutibilmente straziante, lui per primo, rendendosi così estremamente umano e vicino alla gente.
In questa solitudine, con la sua vecchiaia ci libera da ogni peccato, e i chiede semplicemente di starci vicino, di prendersi cura dell’altro perché: nessuno si salva da solo.
Se queste stesse parole fossero state pronunciate una qualsiasi domenica, durante l’omelia sarebbero passate in sordina, come tante delle belle parole che un Papa trasmette ai suoi fedeli, ma ieri hanno avuto la forza di di un popolo impaurito che si sente abbandonato, insicuro, dubbioso, come se si fossero improvvisamente uniti tutti in due grandi braccia che devono liberare un’uomo ferito sotto un enorme tronco di albero.
Quest’albero probabilmente ci rimarrà addosso, ma ogni braccia che si adopera per aiutarci sarà una grande speranza.
Ieri che tu sia cristiano o ateo, in quell’immagine non puoi che aver preso forza, speranza, anche minima ma hai comunque ricevuto qualcosa che non può lasciarti indifferente.
Questo è quello che la chiesa in questo momento probabilmente è giusto che faccia, alimentare la speranza, e dire ai suoi fedeli in primis, di essere uniti, e di prendersi cura degli altri.
Ho sempre avuto un’immagine, un piccolo sogno, di quelli che ti porti dentro da ragazzino, che se ogni persona aiuta le persone che ha intimamente più vicino, già questo innescherebbe un azione che coinvolgerebbe, l’intera umanità, e così nel piccolo ho provato ad agire sbagliando infinite volte ma circondandomi spesso e cercando di aiutare il mio amico in difficoltà, piuttosto che qualcuno che non conosco.
Probabilmente c’è anche un certo egoismo in questo, potrei anche avere una visione molto limitata, ma è un limite che so di poter superare.
Il resto è un viaggio che ancora deve raccontarci molto, abbiamo la possibilità di migliorare, ed è chiaro a tutti che il mondo come lo abbiamo guardato fino ad oggi, non lo possiamo più guardare se non vogliamo ritrovarci di nuovo con queste immense paure che non sappiamo poi gestire. Da oggi il mondo lo dobbiamo rispettare di più, c’è poco da fare, come dobbiamo rispettare ogni uomo, perché da soli siamo veramente il nulla, e nessuna ricchezza ci potrà salvare.
Comunque, per uscire da questo pensiero, se molti non lo sanno “Nessuno si salva da solo” è anche un film di Sergio Castellitto, nulla di eccezionale, piacevole per passare 90 minuti, di queste lunghe giornate, è tratto dal romanzo di sua moglie e lo potete vedere gratuitamente su Raiplay a questo indirizzo: https://www.raiplay.it/video/2018/09/FILM-Nessuno-si-salva-da-solo-606e96cc-bfc7-400d-8dd5-32b4902f1bbb.html

Buona giornata

 

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